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«Imprese, supercalcolo e intelligenza artificiale per diventare più competitive»

«Imprese, supercalcolo e intelligenza artificiale per diventare più competitive»

L’Ai non è una semplice tecnologia ma un’infrastruttura strategica per la competitività del Paese che richiede investimenti, competenze, trasferimento tecnologico e collaborazione tra pubblico e privato. È il quadro delineato nel corso del terzo appuntamento di «Fabbrica ItalIA», il ciclo di incontri organizzato da RCS Academy e HPE in collaborazione con Corriere della Sera e con il patrocinio di Anitec-Assinform. Ospitato al Centro Studi Americani di Roma, «il tema dell’Ai non è di poco conto, soprattutto per chi fa della responsabilità personale uno dei pilastri della vita», ha detto il direttore Roberto Sgalla.

Poi l’intervento di Claudio Bassoli, presidente e ad HPE Italia, che ha sottolineato: «Roma rappresenta per noi una tappa strategica di Fabbrica ItalIA, un percorso che stiamo portando in tutto il Paese perché crediamo che la trasformazione digitale si costruisca territorio per territorio». Ha poi aggiunto che «l’intelligenza artificiale non è una tecnologia che si adotta: è un’infrastruttura di sistema che richiede visione condivisa, competenze distribuite e partnership solide tra industria, istituzioni e ricerca. HPE è qui per contribuire a costruire quell’ecosistema in Italia con investimenti reali, con tecnologie affidabili e con la responsabilità di chi sa che il valore dell’Ai si misura sulla capacità del Paese di governarla, non solo di utilizzarla».

Lo sviluppo dell’Ai, tuttavia, non può prescindere dal coinvolgimento attivo e da una chiara strategia da parte del Governo. Federico Eichberg, capo Gabinetto Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha spiegato che «il nostro ruolo si articola in tre elementi: la connettività, la sicurezza e l’Ai. Tra le varie iniziative stiamo investendo nei data center, in un fondo dedicato all’Ai con Cdp e a una specifica misura di voucher per le pmi». Con l’obiettivo di rendere più efficiente anche la Pubblica amministrazione attraverso l’Ai, Mario Nobile, direttore generale AgID, ha evidenziato che «nell’ultimo Piano industriale triennale, abbiamo introdotto una serie di consigli pratici per le PA e per le imprese ma il messaggio è di avere il coraggio di cambiare alcune strategie e non aver paura dell’arrivo dell’Ai».

L’evento è proseguito con un confronto dedicato alla collaborazione tra università, ricerca e industria. Fabio Pammolli, presidente AI4I, ha evidenziato che «per accompagnare il sistema produttivo abbiamo ideato una piattaforma di matchmaking tra domanda e offerta tecnologica, che coinvolge oltre 150 fornitori e operatori specializzati. Ma un tema centrale da affrontare è la carenza di capitale umano qualificato». Anche per Davide Salomoni, Innovation manager Centro Nazionale ICSC, «il punto non è la costruzione di nuovi data center o di nuove capacità di calcolo. La vera complessità è infatti formativa intendendo la capacità di costruire competenze diffuse e operative lungo tutto il sistema produttivo. In questo senso diventa decisiva l’integrazione tra pubblico e privato per accelerare l’adozione tecnologica e il trasferimento di competenze». Secondo Pietro Paolo Corso, delegato del Rettore ai progetti extra-ordinari e alle infrastrutture digitali di Ateneo Università di Palermo, «i dati evidenziano criticità allarmanti legate alla carenza di laureati e di competenze avanzate. Entro il 2030, circa l’85% dei professionisti sarà chiamato a un processo strutturale di upskilling per restare al passo con l’evoluzione tecnologica. A conferma di una trasformazione profonda del mercato del lavoro».

E cosa succede quando l’Ai viene utilizzata per le infrastrutture digitali legate ai grandi eventi? Giuseppe Civale, director of ICT infrastructures & Venue Technologies, ha raccontato che «per le Olimpiadi abbiamo sviluppato un’infrastruttura basata sull’intelligenza artificiale che copre circa l’8% del territorio nazionale. Mappare i distretti industriali italiani e le principali manifestazioni legate alle Olimpiadi significa leggere in modo integrato le specificità dei territori e le loro vocazioni produttive che, grazie all’Ai, possono essere valorizzati».

Sul fronte industriale, il dibattito si è concentrato sugli effetti dell’Ai sulla produttività. Rosario Cerra, fondatore e presidente Centro Economia Digitale, ha parlato di «coopetizione perché l’innovazione prevede cooperazione, essendo l’Ai una tematica globale ma anche competizione tra aziende». Diversi gli interventi anche sulle infrastrutture e sugli investimenti. Alessandro Magnino, chief Strategy & Transformation Officer Fastweb + Vodafone, ha parlato di «investimenti nell’ordine di 1,5 miliardi all’anno per la costruzione di reti e infrastrutture digitali ma anche per la capacità computazionale». Michele Mazzarelli, Data Centers Program Management DCP - head of Digital & AI Eni, ha sottolineato come «non basta disporre della macchina più potente, il vero valore nasce dalla capacità di integrare le competenze». Fabio Veronese, chief Information Technology Officer FiberCop, ha richiamato la necessità di «infrastrutture più piccole e di prossimità, vicine alle imprese e distribuite sul territorio per essere al servizio del Paese».

Ampio spazio è stato dedicato al ruolo delle startup e del capitale per la competitività. Dopo una panoramica sull’ecosistema, Anna Lambiase, presidente CDP Venture Capital, ha evidenziato che «sul fronte dell’Ai, il modello si articola su due direttrici: da un lato il trasferimento tecnologico, per mettere in connessione centri di ricerca e mercato, dall’altro un fondo dedicato all’intelligenza artificiale per sostenere sviluppo e competitività». La parola è poi passata a imprenditori e imprenditrici che hanno presentato le proprie soluzioni innovative basate sull’Ai. Sharon Alario, ceo e co-founder Elementary Group, ha affermato: «Studiamo i processi su misura per le aziende in modo che possano analizzare i dati sia in termini di controllo che di produttività». Giacomo Barigazzi, chief operating officer e co-founder Axyon.AI, sviluppa l’Ai «per aiutare a migliorare le performance delle strategie di investimento sui mercati finanziari, rispetto al passato c’è un miglioramento radicale in termini di accuratezza dei modelli». Luca Maiano, cto e co-founder Synapsi, ha raccontato che «trasformiamo le telecamere di videosorveglianza in sensori intelligenti in grado di generare metriche e insight di spazi fisici». Poi Valentina Russo, ceo e co-founder Logogramma, ha evidenziato che «sviluppiamo l’Ai proprietaria con un approccio linguistico per poi condividere le nostre conoscenze». A chiudere l’evento l’intervento di Mauro Colombo, Technology & Innovation director HPE Italia, che parlando della realizzazione dei data center in Italia, ha sottolineato «come la competizione tra aziende ha lasciato spazio alla collaborazione».

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