La demolizione produrrà 230 mila tonnellate di macerie: non è solo questo a far riflettere sul destino dello stadio di San Siro a Milano, anche se la rimozione di gran parte della struttura è prevista dopo la costruzione del nuovo stadio, dal 2031. Il Meazza ha infatti un’anima fatta di storia (mondiale) dello sport e della musica, e del grande amore dei milanesi. Se «la Lettura» #755 ha ospitato l’idea del critico Antonio Grulli, farne un polo per l’arte contemporanea, il dibattito ora si amplia: è giunto l’appello del «Financial Times», il «Giornale dell’Arte» ha proseguito la riflessione; tante poi le lettere e telefonate dei lettori. Insomma, qualcosa si muove.
Il focus che apre «la Lettura» #757, sabato 31 maggio in edicola e già sabato 30 in anteprima nell’App, approfondisce la discussione, tra costi, nuove idee, possibili finanziatori, con le proposte dell’architetto Mario Botta e le dichiarazioni di cittadini, politici, ex sindaci, curatori. Altri temi: Roseline Hamel, sorella del sacerdote francese ammazzato nel 2016 da due terroristi islamici, e Nassera Kermiche, madre di uno degli assassini, ucciso dalle forze speciali, hanno scritto insieme Sorelle di dolore (Edizioni Ares e Lev): raccontano la loro storia di sofferenza e resilienza, e oggi nell’App il Tema del giorno è il primo capitolo del libro.
Mentre Milano è protagonista anche della conversazione tra due scrittori: Gian Andrea Cerone e Alessandro Robecchi (a cura di Severino Colombo) che nella metropoli ambientano le loro trame. Nel nuovo romanzo (L’incertezza del domani, dal 2 giugno per Guanda) Cerone immagina due delitti nel Bosco Verticale («Per capire com'è ci ho anche dormito. Sembra un ospedale lituano»); e anche Robecchi (in libreria con Omicidi Srl, Sellerio) riconosce sempre meno la città («Non è uno scenario, ma ormai una specie di algoritmo»). Nei Promessi sposi Manzoni aveva già messo tutto, dicono: «I rapimenti, i poveri, il potere, le ribellioni...».
29 maggio 2026, 20:06 - Aggiornata il 29 maggio 2026 , 20:07