Economia

Bending Spoons e il debutto da sogno al Nasdaq: +39% al primo giorno di scambi, ora vale 25 miliardi di dollari

Bending Spoons e il debutto da sogno al Nasdaq: +39% al primo giorno di scambi, ora vale 25 miliardi di dollari

Un debutto da record al Nasdaq per l'unicorno italiano Bending Spoons, fondato nel 2013 a Copenaghen da tre imprenditori italiani e con sede a Milano. Il primo luglio, il titolo della società italiana, aggregatore e sviluppatore di app (che a Wall Street ha scelto il simbolo «BSP»), dopo aver aperto a 31 dollari per azione ha chiuso a 40,50 dollari, in rialzo del 39,66% rispetto ai 29 dollari del prezzo di collocamento. La capitalizzazione di mercato della società, di conseguenza, è lievitata fino a 25,2 miliardi di dollari. 
L'offerta pubblica iniziale ha raccolto complessivamente 1,68 miliardi di dollari, confermando l'interesse degli investitori per il modello di business del gruppo, oggi specializzato nell'acquisizione e nel rilancio di aziende software.

Il modello industriale del gruppo, guidato dal ceo e co-fondatore Luca Ferrari, si colloca in una zona ibrida tra una tech company e un veicolo di investimento. Bending Spoons punta infatti ad acquistare società digitali già affermate o in difficoltà, per poi intervenire con un processo di trasformazione profonda che combina taglio dei costi, riorganizzazione operativa e un forte investimento sullo sviluppo tecnologico, sempre più supportato dall’intelligenza artificiale.
A differenza di un tradizionale fondo di private equity, il gruppo non prevede l’exit delle partecipazioni: le aziende acquisite restano stabilmente all’interno del perimetro, con l’obiettivo di generare valore nel lungo periodo attraverso l’ottimizzazione dei prodotti e la crescita dei ricavi ricorrenti, in particolare quelli da abbonamento.
Nel tempo la società ha costruito un portafoglio ampio e diversificato nel software consumer e professionale, con operazioni su realtà come Evernote, WeTransfer, Meetup, Brightcove, Vimeo, AOL ed Eventbrite. Complessivamente sono più di cinquanta le acquisizioni completate, mentre il gruppo avrebbe mappato un numero molto elevato di potenziali target nel settore digitale.

Il modello di business di Bending Spoons, guidata dal ceo e co-fondatore Luca Ferrari, è a metà strada tra una società tecnologica e un fondo di private equity. Punta ad acquisire aziende digitali, ristrutturarle attraverso una riduzione dei costi e un profondo rinnovamento tecnologico, anche facendo leva sull’AI. A differenza dei tradizionali fondi di private equity, la società non rivende le aziende acquisite, ma le mantiene all’interno del gruppo con l’obiettivo di accrescerne il valore. Tra le acquisizioni figurano Evernote, WeTransfer, Meetup, Brightcove, Vimeo, AOL ed Eventbrite. Nel corso degli anni la società ha completato oltre 50 operazioni e ha individuato più di mille aziende digitali possibili obiettivi di acquisizione. La quotazione rappresenta un banco di prova per l’interesse degli investitori nei confronti delle società software, da inizio anno un settore fortemente penalizzato a causa dell’AI. 

Sul fronte dei conti, nel primo trimestre del 2026 Bending Spoons ha registrato una crescita sostenuta, con ricavi superiori ai 600 milioni di dollari e un utile netto di 27,5 milioni, oltre a una base utenti che supera i 500 milioni di attivi mensili e circa 9 milioni di abbonati paganti. Il gruppo presenta inoltre un indebitamento significativo, pari a circa 4,4 miliardi di dollari, parte del quale è funzionale alla strategia di acquisizioni.
I proventi della quotazione saranno in larga parte destinati a sostenere nuove operazioni di M&A, in continuità con il modello di espansione già seguito negli ultimi anni.

2 luglio 2026, 10:14 - Aggiornata il 2 luglio 2026 , 10:15

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