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Le spine di Elon Musk: il rosso a bilancio di SpaceX, la fatica sull’Ai e intanto Tesla...

Le spine di Elon Musk: il rosso a bilancio di SpaceX, la fatica sull’Ai e intanto Tesla...

Elon Musk diventerà il primo uomo con una ricchezza superiore al trilione (mille miliardi) di dollari, se avrà successo il debutto in Borsa della sua SpaceX. Oggi è già la più ricca persona al mondo, con un patrimonio stimato di oltre 800 miliardi di dollari. Con la quotazione SpaceX — che valuta se stessa 1,25 miliardi di dollari — punta a raccogliere fra i 50 e i 75 miliardi di dollari, il che rende la sua Ipo la più grande di tutti i tempi.
Ma il prospetto della sua offerta al pubblico — ufficializzato lo scorso mercoledì — mostra che non tutto è rose e fiori nell’impero di Musk. E non solo perché aver perso la causa da 150 miliardi di dollari contro Sam Altman significa dare il via libera all’Ipo della concorrente OpenAI.

Innanzitutto SpaceX perde soldi: ha chiuso il 2005 con un rosso di 4,9 miliardi di dollari, quasi un quarto del fatturato di 18,7 miliardi. E le perdite sono in aumento quest’anno: nel primo trimestre sono arrivate a 4,3 miliardi, quasi pari al fatturato di 4,7 miliardi.
È in rosso anche il suo core business, il lancio di satelliti e astronauti nello spazio e la rete Starlink per la connessione a Internet via satelliti. Ma le perdite maggiori vengono dalla fusione realizzata lo scorso febbraio con xAI, la società focalizzata sull’intelligenza artificiale, che a sua volta nel marzo 2025 si era fusa con X, il social media (ex Twitter) comprato da Musk per 44 miliardi nel 2022 e valutato «solo» 33 miliardi per la fusione.
Ben 12,7 miliardi ovvero oltre la metà dei 20,7 miliardi di dollari spesi in investimenti da SpaceX nel 2025, riguardano infatti le spese di xAI per costruire giganteschi centri di elaborazione dati (data center) necessari per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Un campo in cui Grok — il modello di Musk — è in ritardo rispetto ai concorrenti ChatGpt di OpenAi, Gemini di Google, Claude di Anthropic. Il numero di utenti attivi al giorno di Grok è calato di quasi il 16% nei primi quattro mesi di quest’anno. E per coprire almeno in parte le spese per i data center, SpaceX ha dovuto dare in affitto alla rivale Anthropic la propria potenza di elaborazione al prezzo di 1,25 miliardi di dollari al mese per i prossimi tre anni.

Altri problemi Musk li ha con Tesla, la casa produttrice di auto elettriche già quotata in Borsa dal giugno 2010. Nel 2023 il suo Model Y era diventata l’auto più venduta al mondo. Ma da allora le sue vendite sono crollate, per vari motivi: la concorrenza aggressiva della rivale cinese Byd; il progressivo taglio degli incentivi fiscali governativi all’acquisto di auto elettriche negli Stati uniti e in Europa; e il calo di favore verso Tesla fra i consumatori americani a causa del sostegno di Musk a Donald Trump e del suo impegno nel progetto Doge per tagliare gli sprechi della spesa pubblica federale.
Nel primo trimestre 2026, fatturato e profitti di Tesla hanno segnato una ripresa, ma comunque Musk ha dichiarato di voler indirizzare l’azienda verso «progetti più grandi e ambiziosi, una grande sfida che sarà rivoluzionaria», secondo lui. Invece di puntare sulla sola vendita di auto elettriche, vuole aumentare gli abbonamenti al software per assistere la guida autonoma, chiamato Full self-driving (supervised) e offerto per 99 dollari al mese, e focalizzarsi sui veicoli completamente autonomi e sui robot umanoidi, due prodotti non in vendita oggi. Così, Musk ha dichiarato che investirà 25 miliardi di dollari, solo quest’anno, per costruire vicino all’attuale fabbrica Giga in Texas un altro stabilimento per produrre la seconda generazione di robot Optimum. E, sempre quest’anno, programma di iniziare anche la produzione di massa di Cybercab — taxi senza conducente — e di camion completamente elettrici. Ma sono progetti annunciati già altre volte, con scadenze mai rispettate.

Alcuni analisti pensano che fra non molto anche Tesla sarà inglobata in SpaceX, secondo la visione di Musk di creare un unico «motore dell’innovazione» verticalmente integrato.
In effetti Tesla è citata 87 volte sul prospetto dell’Ipo di SpaceX, dove si legge: «Pensiamo di esplorare altre aree di collaborazione strategica con Tesla nel futuro».
Sarebbe una naturale evoluzione dell’aiuto reciproco già in atto fra le due aziende. Per esempio — si legge sempre sul prospetto — nel 2025 SpaceX ha acquistato da Tesla 131 milioni di dollari in Cybertruck al «prezzo al dettaglio raccomandato dal produttore» e Megapack (prodotti per lo stoccaggio dell’energia) per un valore di 506 milioni di dollari. SpaceX e Tesla stanno inoltre collaborando a una fabbrica di chip chiamata Terafab e a un progetto di intelligenza artificiale chiamato Macrohard. Tutte operazioni a cui i futuri azionisti di SpaceX potranno opporsi solo vendendo i titoli.

25 mag 2026 | 16:40

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