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Kimi Antonelli: «Ora sono consapevole del mio potenziale. Russell? So che posso batterlo. Ci saranno cose da chiarire, per il Mondiale serve rispetto»

Kimi Antonelli: «Ora sono consapevole del mio potenziale. Russell? So che posso batterlo. Ci saranno cose da chiarire, per il Mondiale serve rispetto»

Kimi Antonelli, padrone del Mondiale di Formula 1 a 19 anni. La vittoria in Canada, la quarta di fila, lo lancia verso orizzonti di grandezza inimmaginabili. Lui parla rilassato dall’auto mentre guida verso l’aeroporto di Montreal, ma è consapevole della portata dell’impresa.

Due stagioni: una da debuttante, tra alti e bassi, e l’altra da dominatore. Non sbaglia un colpo: che cosa è cambiato?
«L’anno scorso è come se avessi fatto tre anni in uno. Ho attraversato tanti momenti, belli e brutti, che mi hanno insegnato tantissimo e che mi stanno aiutando in questa stagione. Ho ancora tanto da fare e da imparare e il team sta facendo un lavoro incredibile. Però anche io, come pilota, mi sento più tranquillo, più in controllo della situazione e più consapevole del mio potenziale».

«Finalmente una buona partenza», ha detto al suo ingegnere di pista Bono.
«Ah sì, molto molto meglio. Un grande passo avanti: le modifiche tecniche mi hanno portato nella giusta direzione. E sono molto felice anche di questo».

Dopo il contatto con Russell nella Sprint Race di sabato, di quali regole avete discusso con Toto Wolff? Anche domenica in gara, prima del ritiro di George, è stata una dura battaglia.
«Siamo liberi di correre, con rispetto. È stata una bella lotta, con momenti, secondo me, un po’ borderline. Ma era importante chiarirsi: nessuno vuole avere un incidente con il proprio compagno. Però di sicuro ci saranno un paio di cose da affrontare, anche se il meeting di sabato è stato molto importante».

Quarta vittoria consecutiva: a chi la dedica?
«A tutti i grandi sportivi italiani. A Jannik Sinner, a Marco Bezzecchi, a tutti gli atleti che hanno reso grande l’Italia ai Giochi Olimpici. E poi alla mia famiglia, alla squadra e a chi mi sostiene da sempre».

Com’è stato condividere il podio con Hamilton e Verstappen, due pluricampioni del mondo? Che cosa le ha detto Lewis?
«Un gran bel podio, un momento incredibile che ricorderò per sempre. E poi, ancora una volta, sia Lewis sia Max sono stati molto carini con me».

Quanto cambierà il suo rapporto con Russell dopo un fine settimana del genere?
«Il rapporto era già cambiato, perché ora tutt’e due lottiamo per le vittorie e per il Mondiale. Non mi piace parlare di campionato perché è ancora lunga, ma l’anno scorso non ci siamo mai trovati in una situazione simile ed è normale che cambino le dinamiche. Però non vogliamo che si ripeta il 2016, la lotta fra Nico e Lewis, perché per il team non è bello».

Forse si è convinto di poter battere Russell e ci sta riuscendo: è una questione psicologica?
«Sicuramente so che posso batterlo e so che posso vincere. Su questa pista poi lui era sempre andato fortissimo, per cui è stato più difficile, anche se io non ero al 100% come a Miami. Se l’anno scorso avvicinarmi a George, o stargli davanti qualche volta, era un bel risultato, quest’anno la musica è cambiata. Ma devo comunque continuare ad alzare l’asticella».

Delle quattro vittorie, quella di Montreal che posto occupa nella sua classifica personale?
«Difficile dirlo, è bellissimo vincere comunque. La prima, in Cina, è sempre speciale. In termini di prestazioni Miami è quella che mi ha dato più soddisfazione, perché è stata molto tirata con le McLaren. Non credo che fossimo più forti di loro. A Suzuka andavo molto bene, ma sono stato aiutato dalla safety car. E questo weekend in Canada ho dimostrato di poter tenere testa a George su una pista che lui ama. Non so come sarebbe andata senza il il suo ritiro, ma credo che avrei potuto vincere comunque: sarebbe stata molto tirata. Sono contento, ma non quanto a Miami».

25 maggio 2026, 08:10 - Aggiornata il 25 maggio 2026 , 12:11

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