E ora che succede? L'unica cosa certa è che non rivedremo Jannik Sinner in un torneo di tennis prima del 2027. Se il trattamento al ginocchio destro andrà per il verso giusto, Jannik - che non sarà più numero 1 del mondo - potrebbe tornare direttamente a Melbourne, ma il fatto che sia stato annunciato tra i presenti dell'One Point Slam (il tabellone che si gioca sulla lunghezza di un punto a partita) nella settimana che precede l'Australian Open non significa nulla. Sinner tornerà quando se la sentirà, magari anche in uno dei tornei di preparazione al primo Slam della nuova stagione (Brisbane?), ma chi ci sarà al suo fianco? Simone Vagnozzi è la certezza, il resto è un punto interrogativo.
Perché se Sinner avesse concluso in campo la sua stagione con le Atp Finals di Torino, vinte negli ultimi due anni, sarebbe forse stato il modo migliore per chiudere il rapporto con Darren Cahill, il supercoach australiano entrato nel team nell'estate del 2022 e che ha accompagnato la scalata vertiginosa di Jannik verso il trono del tennis mondiale. La brusca interruzione della stagione potrebbe però cambiare i piani, perché sarebbe davvero un peccato finire così, sebbene l'ultima partita del team così composto sarebbe stata la finale di Wimbledon vinta contro Zverev.
Cahill, però, già in passato aveva manifestato la volontà di viaggiare meno e riavvicinarsi in maniera sempre più stabile alla sua Australia, e per questo Sinner da tempo si guarda attorno per una pista alternativa, anche se la soluzione «ibrida» (con Cahill al fianco di Sinner soltanto negli Slam) non è ancora da scartare. Nei giorni scorsi ha preso la parola Juan Carlos Ferrero, a cui - durante un'intervista con Punto de Break - è stato chiesto se allenerebbe mai Sinner: «Se in futuro dovessi farlo non sarebbe mai per fare del male ad Alcaraz - ha detto lo spagnolo -. Avere l’opportunità di lavorare con due dei migliori giocatori di questa generazione sarebbe una grande soddisfazione personale. Il fatto di aver allenato Carlos non significa che tu non possa allenare il suo principale rivale. Il mondo competitivo funziona così: a volte sei con alcuni e poi con altri».
Una «candidatura» che ovviamente sarà arrivata all'orecchio di Sinner considerando che, se Cahill ha accompagnato Jannik fino a cinque titoli Slam, Ferrero ha fatto lo stesso con Alcaraz, preso ragazzino e lasciato campione. L'altro nome accostato in queste settimane a Sinner è quello di Magnus Norman: lo svedese già nel 2022, al momento dell'avvicendamento tra Riccardo Piatti e Simone Vagnozzi, era stato accostato al team, ma poi si decise di prendere altre strade. Norman ha legato gran parte delle proprie fortune alla partnership con Stan Wawrinka. Lo svedese non si è mai espresso sul tema, ma la considerazione è reciproca. Con lo svizzero, Norman ha lavorato (nel primo periodo) dal 2013 al 2017, accompagnando Stan the Man nel periodo più brillante della sua carriera, con tre titoli Slam in tre tornei diversi (tranne Wimbledon, dove arrivò per due volte ai quarti). Era un giocatore già fatto e finito, ci fu solo da conservare e lavorare sui dettagli. Esattamente quello che farebbe con Sinner.