Economia

Lotta all'evasione, il Fisco accelera: +18% di verifiche e triplicano le indagini sui conti correnti

Lotta all'evasione, il Fisco accelera: +18% di verifiche e triplicano le indagini sui conti correnti

Il Fisco torna ad alzare il ritmo dei controlli. Dopo anni in cui la strategia dell'Agenzia delle Entrate ha puntato soprattutto sulla compliance, cioè sull'invito ai contribuenti a correggere spontaneamente errori e omissioni, i numeri mostrano un rafforzamento deciso anche dell'attività ispettiva tradizionale. A certificarlo è la Corte dei conti nella relazione sul giudizio di parificazione del Rendiconto generale dello Stato 2025, pubblicata il 24 giugno, che fotografa un'accelerazione delle verifiche fiscali e invita l'amministrazione finanziaria a intensificarle ulteriormente.

Il dato più evidente riguarda i controlli ordinari, vale a dire le verifiche mirate che consentono di individuare redditi non dichiarati, omissioni e comportamenti elusivi. Nel 2025 ne sono stati effettuati 223.647, il 18% in più rispetto all'anno precedente. Da queste attività sono emersi 16,46 miliardi di euro di maggiore imposta accertata, con un incremento dell'11,4%.

Fra tutti i numeri contenuti nella relazione della magistratura contabile, uno colpisce più degli altri. Nel corso del 2025 le indagini finanziarie, cioè gli accertamenti che consentono ad Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza di analizzare i movimenti dei rapporti bancari quando emergono specifici elementi di rischio, sono state 6.566. Significa oltre tre volte il numero registrato nel 2024. Da queste verifiche sono scaturiti accertamenti per circa 256 milioni di euro di maggiore imposta.

Non si tratta di controlli generalizzati sui conti correnti dei contribuenti, ma di uno strumento previsto dalla normativa e utilizzato soltanto nell'ambito di attività ispettive motivate da precise analisi del rischio fiscale. Proprio per questo il forte incremento registrato nel 2025 rappresenta un indicatore del maggiore ricorso a uno degli strumenti investigativi più incisivi a disposizione dell'amministrazione finanziaria.

L'accelerazione riguarda anche i lavoratori autonomi e le imprese soggetti agli Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa). I controlli sostanziali effettuati nel 2025 sono stati 103.449, con un aumento dell'11,3% rispetto all'anno precedente e del 18,1% rispetto al 2023.

Nonostante la crescita, la platea dei contribuenti verificati rimane limitata: i controlli hanno interessato il 3,8% delle partite Iva. La percentuale sale nel comparto delle costruzioni, uno dei settori maggiormente monitorati anche dopo le irregolarità emerse negli anni dei bonus edilizi, mentre resta più contenuta in attività considerate a minor rischio di evasione, come gli studi medici.

Per la Corte dei conti i progressi sono significativi ma non ancora sufficienti. Nella relazione si sottolinea infatti che, considerata la dimensione del fenomeno evasivo, occorre aumentare ulteriormente la frequenza dei controlli, concentrandoli soprattutto sulle attività a maggiore rischio.
Per raggiungere questo obiettivo, osservano i magistrati contabili, l'amministrazione finanziaria dovrà fare sempre più leva sull'enorme patrimonio informativo già disponibile. Le analisi possono infatti incrociare i dati delle fatture elettroniche, dei corrispettivi telematici, delle dichiarazioni fiscali e dell'Anagrafe dei rapporti finanziari, rendendo le verifiche più selettive e mirate.

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