La corsa dei prezzi rallenta più delle attese. Secondo una stima preliminare di Eurostat l’inflazione annua nella zona euro dovrebbe attestarsi al 2,8% a giugno dal 3,2% di maggio. Il calo supera le attese degli analisti che avevano stimato un 3%.
Esaminando le principali componenti dell'inflazione nella zona euro, Eurostat prevede che l'energia registrerà il tasso annuo più elevato a giugno (8,7%, rispetto al 10,8% di maggio), seguita dai servizi (3,2%, rispetto al 3,5% di maggio), alimentari, alcolici e tabacco (1,6%, rispetto all'1,9% di maggio) e beni industriali non energetici (0,9%, stabile rispetto a maggio). Escludendo l'energia il tasso di inflazione è del 2,2%. In Italia tasso annuale di inflazione a giugno si attesta al 3,1% in calo rispetto a 3,2% a maggio, in Germania 2,4% dopo 2,7%, in Francia 2% dopo 2,8%, in Spagna stabile a 3,6%.
La frenata dell’inflazione è una buona notizia per la Bce che potrebbe decidere di tenere fermi i tassi almeno per ora. Ma su questo i membri del board non hanno ancora raggiunto un accordo. «La Bce manterrà aperte tutte le opzioni in vista delle riunioni di luglio e settembre, mentre resta elevata l'incertezza sull'evoluzione della situazione in Medio Oriente e sul suo impatto sull'inflazione», ha dichiarato il membro del Consiglio direttivo Joachim Nagel in un’intervista a Bloomberg Television a margine del Forum della Banca centrale europea di Sintra, in Portogallo. «Non speculerò su futuri rialzi dei tassi», ha aggiunto. Il numero uno della Bundesbank ha spiegato che la partita è ancora aperta. Secondo Nagel, l'eventuale necessità di ulteriori rialzi dipenderà dall'evoluzione delle pressioni inflazionistiche, in particolare dagli effetti di secondo impatto.
Francoforte potrebbe attendere le nuove proiezioni macroeconomiche di settembre prima di decidere la prossima mossa sui tassi. «Dovremo aspettare che arrivino i dati fino alla riunione di luglio e poi a settembre avremo nuove proiezioni. A quel punto decideremo, in base agli ulteriori dati che saranno disponibili», ha dichiarato il vicepresidente della Bce Boris Vujcic in un’intervista alla Cnbc. Secondo Vujcic, i dati sull'inflazione di giugno pubblicati finora non hanno riservato sorprese, confermando il quadro atteso dal Consiglio direttivo.
1 lug 2026 | 12:59