Sport

Cobolli perde a Shanghai e papà Stefano denuncia l'odio social: «Altro che Finals, tuo figlio deve morire con un cancro»

Cobolli perde a Shanghai e papà Stefano denuncia l'odio social: «Altro che Finals, tuo figlio deve morire con un cancro»

Il commento è di Fabiola, 19 anni, ma niente esclude che il profilo possa essere fake. Ciò che è grave è il contenuto: un commento con destinatario Stefano Cobolli, papà e coach di Flavio, sconfitto in mattinata dal francese Adrien Mannarino nel secondo turno del Masters 1000 di Shanghai (per Flavio è il quarto ko consecutivo). «Altro che Finals, a tuo figlio deve venire un cancro e deve morire brutto finokkio di m...», le parole postate da papà Cobolli sulle sue storie di Instagram. Con un commento che è una riflessione sull'utilizzo dei social: «Di solito cerco di cancellare senza dar peso a questi commenti… (che sono tantissimi). Ma qualcosa bisogna fare! Forse eliminare i social? Sicuramente una soluzione e ci penserò - le sue parole -, per il momento mi sento ancora di contrastare se possibile questa piaga e forse la signorina ci penserà due volte la prossima volta. Mi auguro che questo messaggio arrivi ai genitori. Noi siamo forti, siamo sportivi e superiamo ostacoli ben più grandi di un commento Instagram, ma ci sono tante persone che potrebbero soffrirci e non è giusto! Quindi cari genitori, diamo un occhio a quello che fanno i nostri ragazzi anche sui social, secondo me è importante».

Un commento figlio probabilmente della piaga del betting che sempre più spesso porta gli scommettitori a sfogare le proprie frustrazioni direttamente contro i giocatori o le giocatrici. Soltanto poche settimane fa era stato Matteo Berrettini, a New York, a raccontare quanto accaduto al Roland Garros: «Ho vinto una partita e gli hanno mandato (riferito al fratello Jacopo, ndr) dei messaggi il cui senso era "Matteo è scarso, se non gli dici di perdere uccideremo la tua famiglia"». In precedenza era stata un'altra tennista italiana, Lucrezia Stefanini, a denunciare di aver ricevuto minacce via Whatsapp, con la foto di una pistola. «Ho ricevuto un minacce se avessi vinto la partita. Hanno nominato i miei genitori, il posto in cui sono nata». Stefanini e Berrettini, hanno denunciato tutto alle rispettive associazioni (Wta come Atp), ma di imbecilli come "Fabiola" continuano a spuntarne fuori.

9 ottobre 2026, 19:35 - Aggiornata il 9 ottobre 2026 , 19:48

Potresti esserti perso