Economia

Revolut supera i 6 milioni di clienti: «Siamo la terza banca del Paese e puntiamo a diventare la prima. Il risiko non ci interessa»

Revolut supera i 6 milioni di clienti: «Siamo la terza banca del Paese e puntiamo a diventare la prima. Il risiko non ci interessa»

Revolut supera i sei milioni di clienti in Italia e diventa la terza banca del Paese per numero di utenti dopo UniCredit e Intesa Sanpaolo. «La traiettoria di crescita è esponenziale, eravamo a cinque milioni di clienti solo a maggio e adesso l’Italia è il nostro terzo mercato in Europa dopo Francia e Germania, ma cresce più velocemente di quest’ultimo», ricorda Nicola Vicino, general manager di Revolut in Italia. «La nostra ambizione va ben oltre: vogliamo diventare la prima banca in Italia».

Un proposito che può apparire ambizioso. Di recente, però, lo stesso ceo di UniCredit, Andrea Orcel, ha indicato in Revolut uno dei rivali più temibili: «Se non sei in grado di batterle, le fintech finiranno per mangiarti», ha detto, rimarcando la necessità per le banche tradizionali di accelerare la trasformazione tecnologica. «La dichiarazione ci ha fatto piacere – ammette Vicino – siamo consapevoli che il mercato italiano non possa ancora esser servito con un’offerta esclusivamente online, ma la spinta alla digitalizzazione è fortissima».

Il 60% dei clienti di Revolut ha meno di 35 anni, viaggia, fa trading, usa le sim virtuali. Sta però crescendo anche il numero di utenti di età superiore, con bisogni finanziari più articolati. «Di recente, abbiamo pensato a come definirci – dice – siamo arrivati alla conclusione che la definizione più corretta per Revolut sia "la banca della famiglia" perché possiamo rispondere a profili di utilizzo molto diversi». Al contempo, però, Revolut sta spingendo anche sui servizi bancari alle imprese, arrivando a contare 62 mila aziende clienti in Italia (+36%). 

Secondo Orcel, però, alle banche digitali mancano ancora una gamma di servizi completi e la fiducia dei clienti nell’utilizzarle come conto primario, cioè come deposito per gli stipendi. «Il numero di clienti che ricevono direttamente lo stipendio su Revolut è più che raddoppiato in un anno e molti di più ci utilizzano come banca di riferimento per i loro pagamenti quotidiani – sottolinea Vicino – i risparmi custoditi dagli italiani su Revolut superano ora gli 1,2 miliardi».

Il manager è convinto che questi dati siano destinati ad aumentare rapidamente, anche grazie al risiko, a cui la fintech britannica non ha intenzione di prender parte. «Siamo spettatori, la nostra piattaforma è unica e non si integra con quelle delle altre banche – sostiene Vicino – ciò detto, tutto questo movimento non ci dispiace perché può esser fonte di distrazione per i nostri concorrenti».

Quanto all’offerta di servizi, dopo l’Iban italiano e il pagamento degli F24, Revolut sta lavorando ad altri due prodotti molto importanti per i clienti italiani: le carte di credito e i mutui. «Sono priorità strategiche – dice il manager – la nostra capacità di lanciare servizi in un numero ampio di Paesi è il nostro punto di forza». Ma anche un punto di attenzione per la Bce che ha imposto alla fintech di rallentare il ritmo di rilascio di nuovi prodotti, riscontrando alcune carenze nel processo di approvazione. «Le interlocuzioni con la Bce sono in corso», si limita ad affermare Vicino.

Dialoghi sono in corso anche con gli inquirenti italiani che indagano sul caso dei dati sui clienti consegnati dalla fintech britannica su richiesta – poi rivelatasi falsa – della prefettura di Reggio Calabria. «Stiamo collaborando con la Polizia Postale, non posso aggiungere altro perché l’inchiesta è in corso – spiega Vicino – posso solo assicurare che non c’è stato nessuno attacco hacker a Revolut».

9 ottobre 2026, 07:59 - Aggiornata il 9 ottobre 2026 , 08:05

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