Si aggiungono altri nomi all’elenco di azionisti del Monte dei Paschi che aderiranno all’Opas di Intesa Sanpaolo. Dopo i soci forti Delfin, gruppo Caltagirone ed Edizione della famiglia Benetton, ieri ha dato un’indicazione favorevole anche Enasarco (circa 1%). Pure Giorgio Girondi, che in questi mesi ha alleggerito la quota in Mps dal 3% all’1%, è probabile si allinei. La Plt holding della famiglia Tortora — salita dall’1,2% all’1,4% e protagonista della lista vincente all’assemblea di aprile con la ricandidatura come ceo di Luigi Lovaglio — si riserva invece di decidere in assemblea. Intesa Sanpaolo sembra quindi avvicinarsi al traguardo, tenuto anche conto dell’opposizione del Crédit Agricole all’Ops del Monte su Banco Bpm. Ieri poi è stata pubblicata la lettera d’impegno tra Delfin e la Ca’ de Sass. A questo punto all’assemblea del 29 ottobre Lovaglio non troverà il consenso necessario al via libera alle offerte su Banca Generali e Banco Bpm. A oggi sembra che il manager non sia riuscito a costruire alcuna azione di disturbo all’offerta di Intesa Sanpaolo e si confronterà con il suo cda giovedì prossimo. Ormai l’unica leva appare, nella parte ordinaria dell’assise(quindi con il voto del 51%), l’acquisto del 13,2% di Generali da Mediobanca per poterlo eventualmente distribuire ai soci. Un percorso tuttavia irto perché, anche se ci fosse il consenso in assemblea, Mps dovrebbe passare dal comitato parti correlate di Piazzetta Cuccia che poi a sua volta dovrebbe chiedere agli advisor di stilare un valore, ben più alto di quello di Borsa, visto che contiene anche diritti di governance. Intanto sono attese le indicazioni di voto dei proxy advisor Iss e Glass Lewis.
Ma ieri il risiko si è scaldato anche con le voci sul cda straordinario di Unicredit, che alimentavano un ipotetico interesse per Banca Generali e che hanno spinto il titolo della banca controllata dal Leone (+3,4%). Il board di Piazza Gae Aulenti ha fatto il punto sulle fusioni e acquisizioni in Italia e in Europa, comprese quelle in cui è coinvolta come Commerzbank (la decisione della Commissione Ue sull’acquisizione è prevista entro il 16 novembre).
Al di là dei rumors il ceo Philippe Donnet va avanti per la sua strada: il 18 novembre è previsto l’investor day sul piano strategico in scadenza a fine 2027. È chiaro che dal punto di vista industriale Unicredit per Generali rappresenta un’opzione attrattiva: la banca è già azionista della compagnia, non è un concorrente e ha una rete internazionale. È noto da tempo che i due gruppi si stanno confrontando sugli sviluppi di una possibile collaborazione sul fronte della distribuzione di prodotti. Tra le opzioni allo studio figura un potenziale accordo industriale e commerciale multi paese incentrato su bancassurance, insure banking e wealth management.
10 ottobre 2026, 07:08 - Aggiornata il 10 ottobre 2026 , 07:08